Chi siamo

Dario

citazione

Siamo un gruppo di persone profondamente legate a Dario, che, attraverso la costituzione di questa associazione, hanno voluto raccogliere i suoi propositi, mantenendoli "vivi", "concreti", "in evoluzione".

Nel corso della sua esistenza, Dario ha speso tutto se stesso per gli altri, nel lavoro, nelle amicizie, nella famiglia, nei suoi interessi, in maniera spontanea ed incondizionata, con il sorriso stampato sulle labbra. Ha creduto ostinatamente (pur nelle umane incertezze) che si potessero realizzare importanti obiettivi con i puri sentimenti, superando gli ostacoli comuni e vedendo in ogni situazione il lato positivo.

In continuità con la filosofia di vita di Dario, questa associazione ha come principio ispiratore il "movimento del dare" attraverso lo sport, la musica, i viaggi, la conoscenza del mondo e delle diversità; tutti aspetti caratterizzanti la vita di Dario che diventano al tempo stesso "strumenti concreti" per portare avanti il progetto.

L'associazione si rivolge a bambini e adolescenti con disagio psichico-fisico-sociale-economico, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di livello sociale e culturale, e alle loro famiglie.

Si propone come obiettivo specifico quello di mettere in campo iniziative di vario genere atte a raccogliere fondi per sostenere a livello economico - pratico associazioni e strutture già esistenti, italiane o straniere, che si occupino di bambini disagiati, cosiddetti "problematici".

IL PROGETTO

Come nasce questo progetto è presto detto: dalla voglia di "vita" e l'obiettivo generale che si propone è quello di promuovere il benessere e il miglioramento della qualità della vita di una specifica categoria di destinatari: bambini e ragazzi disagiati, cosiddetti "problematici".

Nel corso dell'esistenza Dario ha speso tutto se stesso per gli altri, nel lavoro, nelle amicizie, nella famiglia, nei suoi interessi, in maniera spontanea e incondizionata, con il sorriso stampato sulle labbra.

Ha creduto ostinatamente (pur nelle umane incertezze) che si potessero realizzare importanti obiettivi con i puri sentimenti, superando gli ostacoli comuni e vedendo in ogni situazione il lato positivo.

È stato un "sostegno" per tanti ragazzi che hanno visto in lui una persona che parlava ai loro cuori con sensibilità e rispetto. Uno di loro, di circa tredici anni, ha scritto per Dario: "non si muore veramente finchè non si viene dimenticati!".

Dario era uno "spirito libero", ha sempre creduto - da buon curioso - che le diversità di ogni genere (fisiche, mentali, culturali, religiose, sociali) fossero delle ricchezze e non dei limiti per le persone e che la libertà personale (nel rispetto degli altri) fosse da tutelare più di ogni altra cosa.